La vera arte sacra cristiana nacque dalla combinazione di due tradizioni:
la tradizione dell' immagine sacra, la "vera icona, non fatta da mano d'uomo", sia del Cristo che della Vergine;
le tradizioni artigianali aventi carattere sacro, i cui metodi di creazione furono veicolo per una saggezza primordiale, attraverso i modelli sacri e le regole lavorative.
Essa pertanto non fu completamente indipendente dalle forme di arte sacra delle religioni che avevano preceduto il cristianesimo, ma possiamo considerarla una loro rielaborazione.
I rapporti tra cristianesimo e le altre religioni dell'impero romano furono ovviamente di contrasto, specialmente quando si passò dalla persecuzione alla sua elevazione a religione di stato nel periodo costantiniano.
Gli apologeti cristiani lottarono contro le religioni pagane concentrandosi soprattutto sul loro politeismo e sull'idolatria.
L'accusa di idolatria ha portato nei secoli a un fraintendimento dei significati dell'immagine d'arte sacra pagana e del rapporto dei fedeli con essa, utilizzando termini greci in modo distorto.
Per il sincero fedele pagano l'immagine della divinità non era un idolo.
"Eidolon" in greco stava a significare un'immagine superficiale, senza profondità, l'ombra, l'immagine riflessa, l'inganno creato dagli dei per confondere gli uomini.
Una delle varianti del mito greco di Elena racconta come a Troia non vi fosse la regina, riparata in Egitto, ma un suo simulacro, un idolo, capace di ingannare greci e troiani.
Neanche il termine icona assumeva nella religione greca carattere sacro.
Per i greci "eikon" rappresentava un simulacro a cui corrisponde un modello, un "paradeigma".
Esso indicava il ritratto di una persona reale, un'immagine storica.
I cristiani adottarono tale termine per indicare quell'opera d'arte sacra, contemporaneamente simbolica e storica, che rappresentava la Vergine o il Cristo.
I prototipi di tale opere erano considerati "non fatti da mano d'uomo" oppure si ricollegavano al ritratto di Maria fatto, secondo la tradizione, da San Luca.
Per il fedele greco l'immagine del dio era un "agalma", parola che indicava la "gioia del dio", un evento che si identificava con la "cosa" che lo suscitava, attraverso la quale andava l'adorazione del fedele per la divinità.
L'arte sacra pagana si identifica perciò con queste rappresentazioni degli dei, da cui essi trasmettevano le loro "gioia" al fedele, che ricambiava con l'adorazione.
Essa era inoltre collegata al mito, poiché era una delle forme di rappresentazione, accanto al racconto, al teatro, alla danza, attraverso le quali si rendevano i fedeli contemporanei ai fatti mitici.
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