Arte Sacra e Mito

Definizione di Arte Sacra
Arte Sacra e Arte Religiosa

Possiamo definire un’Arte Sacra quando il suo linguaggio formale riflette la visione spirituale propria di una data religione.

Pertanto dobbiamo distinguere l’Arte Sacra dall’Arte Religiosa.

L’Arte Religiosa dal punto di vista dello stile non si distingue dall’Arte Profana della stessa epoca; il suo soggetto religioso e i sentimenti di devozione che evoca non bastano a darle un carattere sacro.

Ogni Arte Sacra si fonda sul simbolismo delle forme: il Simbolo è ciò che esprime.

La validità spirituale delle forme viene garantita attraverso la tradizione, la trasmissione e l’applicazione di precise regole di lavoro e dei modelli.

L’Arte sacra nelle Civiltà Tradizionali

Per le Civiltà Tradizionali l’Arte Sacra deve imitare l’Arte Divina, ossia la maniera in cui opera lo spirito divino, trasponendo le sue leggi nell’artigianato.

Per questo in tutte le tradizioni troviamo dei Modelli Sacri, di origine divina o angelica.

Inoltre l’opera artigianale imita la Cosmogonia, ossia la formazione del cosmo dal caos.

L’Arte Sacra Cristiana
Arte Sacra e Mito - Albrecht Durer - Apocalisse
Arte Sacra e Mito – Albrecht Durer – Apocalisse

Prendendo in considerazione l’Arte Cristiana, dobbiamo prima di tutto notare che essa ha costantemente oscillato tra due aspetti:

un’Arte Sacra, basata su simboli e modelli sacri;

un’Arte Religiosa che, adottando lo stile del periodo storico in cui veniva elaborata, si faceva tramite di sentimenti religiosi e di devozione.

Quando i primi cristiani sentirono l’esigenza di un’arte figurativa non poterono prescindere dall’eredità artistica greco-romana.

Questo comportò fin da subito l’oscillazione tra naturalismo e spiritualismo.

Così convissero manufatti in cui si esprimeva l’esigenza di un’arte sacra con altri in cui i caratteri estetici erano predominanti.

Le due Tradizioni dell’Arte Sacra Cristiana

La vera Arte Sacra Cristiana nacque dalla combinazione di due tradizioni:

la tradizione dell’ immagine sacra, la “vera icona, non fatta da mano d’uomo”, sia del Cristo che della Vergine;

le tradizioni artigianali aventi carattere sacro, i cui metodi di creazione furono veicolo per una saggezza primordiale, attraverso i modelli sacri e le regole lavorative.

Essa pertanto non fu completamente indipendente dalle forme di arte sacra delle religioni che avevano preceduto il cristianesimo, ma possiamo considerarla una loro rielaborazione.

Rapporti tra Cristianesimo e le altre Religioni dell’Impero Romano

I rapporti tra cristianesimo e le altre religioni dell’impero romano furono ovviamente di contrasto, specialmente quando si passò dalla persecuzione alla sua elevazione a religione di stato nel periodo costantiniano.

Gli apologeti cristiani lottarono contro le religioni pagane concentrandosi soprattutto sul loro politeismo e sull’idolatria.

Fraintendimento dei Termini per l’Arte Sacra

L’accusa di idolatria ha portato nei secoli a un fraintendimento dei significati dell’immagine d’arte sacra pagana e del rapporto dei fedeli con essa, utilizzando termini greci in modo distorto.

Idolo:

Per il sincero fedele pagano l’immagine della divinità non era un idolo.

Eidolon” in greco stava a significare un’immagine superficiale, senza profondità, l’ombra, l’immagine riflessa, l’inganno creato dagli dei per confondere gli uomini.

Una delle varianti del mito greco di Elena racconta come a Troia non vi fosse la regina, riparata in Egitto, ma un suo simulacro, un idolo, capace di ingannare greci e troiani.

Icona:

Neanche il termine icona assumeva nella religione greca carattere sacro.

Per i greci “eikon” rappresentava un simulacro a cui corrisponde un modello, un “paradeigma“.

Esso indicava il ritratto di una persona reale, un’immagine storica.

I cristiani adottarono tale termine per indicare quell’opera d’Arte Sacra, contemporaneamente simbolica e storica, che rappresentava la Vergine o il Cristo.

I prototipi di tale opere erano considerati “non fatti da mano d’uomo” oppure si ricollegavano al ritratto di Maria fatto, secondo la tradizione, da San Luca.

Agalma:

Per il fedele greco l’immagine del dio era un “agalma“, parola che indicava la “gioia del dio“; un evento che si identificava con la “cosa” che lo suscitava, attraverso la quale andava l’adorazione del fedele per la divinità.

L’arte sacra pagana si identifica perciò con queste rappresentazioni degli dei, da cui essi trasmettevano la loro “gioia” al fedele, che ricambiava con l’adorazione.

Essa era inoltre collegata al Mito, poiché era una delle forme di rappresentazione, accanto al racconto, al teatro, alla danza, attraverso le quali si rendevano i fedeli contemporanei ai fatti mitici.

 

Definizione di Mito
Mito e Religione

In Omero, “Mito” ha il significato di “parola“, “discorso“, “progetto“, “macchinazione“.

Arte Sacra e Mito - Albrecht Durer - Nemesi
Arte Sacra e Mito – Albrecht Durer – Nemesi

In età classica con “Mito” si indicava il “racconto intorno a dei, esseri divini, eroi e discese nell’aldilà” (Platone).

Esso venne contrapposto al “logos“, inteso questo come argomentazione razionale che prevede o necessita di una dimostrazione.

Vi è uno stretto rapporto tra Mito e Religione; anche se la totalità delle credenze e delle dottrine religiose di una cultura non si identifica esclusivamente con il complesso dei suoi miti, ossia con la sua Mitologia.

La Mitologia rappresenta la “storia sacra” di una cultura.

Si articola in immagini collegate tra loro in racconti.

Questi racconti sono espressi tramite narrazioni, figurazioni, danze e l’arte sacra.

I Miti delle Origini

I Miti possono definirsi “Miti delle Origini” quando costituiscono una storia coerente in cui rivelano come il Mondo e l’Uomo siano diventati come sono.

Essi sono “storie sacre” evocanti la Nascita di “qualcosa“:

la Nascita dell’Universo e del Mondo (Cosmogonie),

degli Dei (Teogonie),

degli Uomini (Antropogonie),

della struttura della Natura (origine delle stagioni, delle fasi lunari, di una specie animale),

delle istituzioni sociali e delle attività umane.

Eroi civilizzatori e Antenati mitici

Altri Miti rivelano ciò che esseri soprannaturali, eroi civilizzatori e antenati mitici hanno fatto per diventare modelli esemplari per le attività umane e come essi si siano allontanati o scomparsi.

Pertanto si può affermare che la Mitologia comprende oltre che l'”Inizio” anche la “Fine“; questa è intesa come manifestazione ultima di esseri soprannaturali, eroi e antenati.

La Funzione del Mito

La funzione principale del Mito è di rivelare i modelli esemplari delle attività umane e dei riti.

Nelle società arcaiche la conoscenza dei Miti permette all’uomo di ripetere quello che gli dei, gli eroi o gli antenati hanno fatto per la prima volta.

Attraverso la narrazione di un mito, un rituale o l’arte sacra, l’uomo ridiventa contemporaneo degli avvenimenti evocati, degli eroi e degli dei.

Esso vive il mito nel tempo primordiale in cui l’avvenimento ha avuto luogo per la prima volta.

I miti hanno la capacità di rivelare che il mondo e gli uomini hanno un’origine e una storia soprannaturali ed  esemplari.

 

Rapporti tra Arte Sacra e Mito

Uno degli scopi dell’Arte Sacra è il racconto del Mito.

Accanto alla narrazione orale, al teatro e alla danza, le immagini artistiche sono mezzi privilegiati del racconto mitico.

Arte Sacra e Mito - Albrecht Durer - Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo
Arte Sacra e Mito – Albrecht Durer – Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo

Sia che essa utilizzi i simboli, sia che utilizzi forme naturalistiche, l’Arte Sacra propriamente detta riesce ad instaurare la contemporaneità tra l’evento mitico evocato e i fedeli che vi assistono e partecipano.

Essa riesce a portare l’archetipo nel presente del fedele.

Le opere greche e romane di vera arte sacra che ci sono giunte sono molto poche.

Si tratta di suppellettili, statue e altri manufatti artistici che raccontano i miti, pur avendo perso la sacralità degli originali.

Tuttavia anche da essi possiamo tentare di capire i rapporti tra Arte, Mito, Simbolo e Sacro.

La cultura occidentale si è distanziata dalla cultura tradizionale per privilegiare la razionalità.

Nonostante questo l’esigenza di racconti mitici che spieghino il Cosmo e l’Umanità e la necessità di esprimere il Sacro con mezzi umani sono rimasti costanti anche nella cultura occidentale.

Per tale motivo, l’Arte Sacra ha convissuto con un’Arte Religiosa e con un’Arte Profana.

Attraverso le forme o i racconti rappresentati, ha instillato in esse la nostalgia per un passato archetipico sempre più difficilmente afferrabile dall'”uomo occidentale”.